La raccolta delle olive sulla collina di Silvi
La raccolta delle olive sulla collina di Silvi

Un microclima fortunato

Questa fascia di collina sta fra il mare e la montagna, e ne prende il meglio dei due: la brezza dell'Adriatico che asciuga e mitiga, l'aria fredda che scende dal Gran Sasso e segna l'escursione fra il giorno e la notte.

È il tipo di clima in cui l'olivo lavora bene. Le colline teramane e quelle pescaresi sono coperte di oliveti da secoli, in molti casi terrazzati, e la coltivazione è una delle attività storiche di questo pezzo d'Abruzzo.

Le varietà

Le cultivar più diffuse in regione sono la Dritta, il Leccino, il Frantoio, la Gentile di Chieti e, verso l'area di Loreto Aprutino, la Dritta di Moscufo. Ognuna dà un olio diverso: più erbaceo e amaro, o più dolce e rotondo.

Gli oli abruzzesi riconosciuti a denominazione d'origine sono l'Aprutino Pescarese, il Colline Teatine e il Pretuziano delle Colline Teramane — quest'ultimo è quello della zona in cui vi trovate.

La raccolta

Si raccoglie fra ottobre e novembre, prima che l'oliva sia completamente matura: l'olio rende meno, ma è più profumato e più ricco di polifenoli. Si usano le reti stese sotto gli alberi e gli abbacchiatori meccanici, e le olive vanno al frantoio entro poche ore.

In quelle settimane, in certe contrade, l'aria sa di frantoio. È il modo più diretto per capire in che posto siete finiti.

Riconoscere un olio buono

Un extravergine giovane e ben fatto ha profumo di erba tagliata e carciofo, e in gola dà una punta di piccante — è il segno dei polifenoli, non un difetto. L'amaro, allo stesso modo, è una qualità.

Va tenuto al buio, lontano dal calore, e consumato entro l'annata. La bottiglia trasparente sullo scaffale vicino ai fornelli è il modo migliore per rovinarlo.

Anche noi abbiamo i nostri ulivi

Il parco intorno alla casa è pieno di olivi, e qualcuno ha più anni di noi. Chiedete, ve li raccontiamo.